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" Per quanto in alto si risalga nella generazione dei suoni si
trovano due principi che operano parallelamente e si compongono per far
nascere la vibrazione. E al di fuori di questo non vi è che l'essenza
pura, l'astratto non analizzabile, l'assoluto indeterminato, "
l' Intelligibile " infine, come lo chiama Fabre d'Olivet. E fra " l' Intelligibile " e il mondo, la
natura, la creazione, vi sono appunto
l'armonia, la vibrazione, l'acustica
che è il primo
passaggio, il più sottile e il più malleabile, che unisca l'astratto
al concreto. Più che il gusto, più che la luce, più che il
tatto, più che l'emozione passionale, più che l'esaltazione dell'anima
eccitata dalle ragioni più pure, è il suono, è la vibrazione acustica
che rende conto del gusto, della luce, e dell'esaltazione delle più
sublimi passioni." ...
Antonin Artaud, "Eliogabalo o l'anarchico incoronato", a cura
di Albino Galvano - Adelphi 1987
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