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Corollario agli esami di passaggio al II corso
(I diversi file - disponibili per il
download - e i collegamenti esterni,
presenti
nella scheda, sono sottolineati come
links)
Abstract
-
Gli Argomenti di studio riportati di
seguito rappresentano la "summa
summarum", in termini di preparazione, necessaria per affrontare
l' Esame di passaggio al II Corso, sia scritto che orale :
-
- Armonia diatonica e cromatica /
-
- Espansione della tonalità nel XX secolo /
-
- Articolazioni ritmiche e formali /
-
- Contrappunto /
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- Analisi /
-
- Utilizzo del computer a fini musicali /
-
- Didattica
della Composizione on line ed elementi di I.C.T.
-
La loro disposizione
cronologica intende sottolineare un ordine di importanza
e necessità decrescente, ma soltanto in relazione alla
specificità dell'esame e alla sua ovvia "necessità di sintesi".
-
La gradazione
decrescente, in termini d'importanza, degli argomenti di studio citati
dovrebbe indurvi a riflettere e comprendere a fondo il senso e la
necessità,
assolutamente positive e indispensabili in composizione musicale, del
concetto stesso
o nozione di "gradazione" : p.e. nella scelta dei criteri ritmico-articolatori con cui
dovrebbe essere realizzata la prevista prova d'esame scritta - clausura di un'ora
in aula con Pf. .
-
Per l'uso appropriato dei criteri
ritmico-articolatori è utile il cfr. con quei criteri
armonico-costruttivi che sono già stati
affrontati
ampiamente attraverso le analisi di
Bach e Satie, e da cui è risultato evidente
come la "fedeltà" a pochi,
chiari e "graduati" comportamenti e
relazioni verticali ed orizzontali delle note, stabiliti
ante litteram nei criteri armonico-costruttivi
ideati
ed adottati da voi stessi per realizzare i
vostri esercizi, fosse già capace, in poche
battute, di creare "coerenza musicale"
e che, al contrario, l'affastellamento di criteri
senza una logica relazionale fra loro, nonché il
miscuglio sonoro derivato dall'uso di stilemi o cliché
armonici particolarmente "riconoscibili" e
finanche scolastici (o riconducibili a contesti
stilistici fin troppo preesistenti e storicizzati), usati
peraltro contemporaneamente ad altri criteri affatto diversi e di
tutt'altra natura, generasse incoerenza musicale,
confusione e banalità.
-
Ora, anche se in sede d'esame le
armonie sono date, ed è data anche la successione
armonica, il discorso sulla coerenza musicale appena
fatto non cambia, anzi, direi che rimane
essenzialmente lo stesso : si tratta soltanto di spostare il punto di
vista dall'articolazione armonica ( che in questo caso
è data e di cui voi dovete soltanto capirne la struttura
interna : a questo scopo vi sarà utilissimo il
Grafico del Tono - fornito sin dall'inizio
dell'anno) a
quella ritmico-melodica, subordinando, inoltre,
parte dell'elaborazione dei disegni ritmico-melodici, anche al grado di
idiomatismo strumentale che è necessario adottare nella
scrittura della prova, trattandosi di un
"archetipo" formale abbastanza definito.
-
Riassumendo, dunque, ( indipendentemente dalla successione armonica
presentatavi e scelta in sede d'esame ) dovete già farvi
un idea dei principi
ritmico-melodici costruttivi a voi più consoni e che vi sembrano adatti a realizzare la
prevista prova d'esame e
che in generale devono ispirarsi ad uno, o due e più,
di quei criteri di massima già ampiamente illustrati
nel corso delle ultime lezioni - riportati, inoltre,
nella Scheda Programma di Studio
svolto, e che riassumo
sinteticamente come segue :
-
a - Iterazione repentina e continua, su ciascun
accordo della successione armonica data, del
disegno ritmico-melodico realizzato.
-
b - Raddoppio del disegno ritmico-melodico, su
ciascun accordo della successione armonica data,
con ripetizioni uguali ed identiche a se stesse ( cfr.
con i preludi di Bach analizzati ).
-
c - Ripetizioni letterali (ricordatevi che, dal punto di vista
fraseologico,
le trasposizioni, i procedimenti contrappuntistici
del moto contrario e retrogrado, e
dell'aumentazione e diminuzione, rientrano nelle
ripetizioni letterali : naturalmente se il ritmo e le
relazioni intervallari fra le note vengono rigorosamente
conservati. Vedere l'esempio
musicale n.1 , a proposito del
quale vi invito a notare come nella versione B il
semplicissimo cambiamento delle due note apici,
rispettivamente inf. e sup., dell'articolazione
ritmica, e, naturalmente, dell'accordo stesso, contribuisca a creare interesse ed efficacia
musicale, laddove, nella versione A, il generare
meccanicamente dal disegno originale il suo
moto contrario risulta quasi un banale scimmiottamento : quindi è molto importante valutare
bene le qualità intrinseche di ciascuna singola armonia
della successione data e deciderne di conseguenza il
trattamento ritmico-melodico.
-
A questo proposito è
lungimirante l' esempio
musicale 2 esami I c nel quale sono riportate
una realizzazione del Vs. collega di corso Tascini,
efficace anche se troppo meccanica, e la
versione originale di Bartok, molto plastica perché integra coerentemente diversi comportamenti
ritmico-melodici nei riguardi della successione armonica
di base ( vedere i sotto elencati criteri d, e, f )
tra cui l'idea geniale di creare un profilo strutturato
del ritmo armonico che dà all'intera sequenza un taglio
univoco e personalizzato : questo, a mio avviso, è il
modello ideale su cui dovreste basare le vostre prove
d'esame.
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d) Ripetizioni modificate
( o variate ), nel raddoppio del
disegno ritmico - melodico su ciascun accordo
della successione armonica data.
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e - Uso di criteri diversi ( ad esempio a/b, o a/c o
a/c/f ... etc.) nella realizzazione del disegno
ritmico-melodico principale e della sua articolazione
nella successione armonica data.
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f - Maggiore libertà nell' articolazione del disegno
ritmico melodico realizzato.
-
Considero l'esame di
passaggio un momento organico ed utilissimo dal punto di
vista formativo, soltanto se esso è capace di
rappresentare il coronamento di una fase definita dello sviluppo formativo
di ciascun allievo - in termini di capacità di sintesi musicale e, in
particolare, compositiva.
Il Docente
Prof. M° Andrea Verrengia
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