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. . " Questa idea dei "livelli di lettura" in un'opera è
un'idea che mi è molto cara. L' ho detto numerose volte: per me l'opera
dev'essere come un labirinto, ci si deve poter perdere. Un'opera di cui si
scoprono i percorsi in modo definitivo è un'opera piatta, che manca di
mistero. Il mistero dell'opera sta, giustamente in questa polivalenza dei
livelli di lettura. Sia essa un libro, un quadro o un pezzo di musica:
questa polivalenza dei livelli di lettura è, per me, qualcosa di
fondamentale nella mia concezione dell'opera " . . .
Pierre Boulez, "Par volonté e par hasard" Conversazioni
con Célestin Deliège - Trad. di Paolo Gallarati - Ed. Einaudi-Nuovo
Politecnico- Torino, 1977.
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