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. . " Chi s'incaricherà della materia delle arti non potrà
svolgere il suo lavoro in modo soddisfacente per gli altri e per se
stesso, se non avrà profondamente studiato la storia naturale e
soprattutto la mineralogia; se non è provetto meccanico; se non è
versato nella fisica razionale e sperimentale, se non ha seguito corsi di
chimica.
Naturalista, riconoscerà a prima vista le sostanze impiegate
dagli artigiani, i quali di solito fanno molti misteri in proposito.
Chimico, conoscerà bene la proprietà di tali sostanze, e le
ragioni di un'infinità di operazioni gli saranno note; scoprirà i
segreti; gli artigiani non potranno ingannarlo; si renderà immediatamente
conto dell'assurdità delle loro menzogne; coglierà il significato di un
procedimento; i gesti non gli sfuggiranno; distinguerà senza fatica un
movimento insignificante da una precauzione essenziale; tutto ciò che
scriverà a proposito delle arti sarà chiaro, certo, luminoso, e le
congetture circa i modi di perfezionare quelle già note, di ritrovare
quelle perdute, di inventarne di nuove, si presenteranno in quantità alla
sua mente." . . .
D. Diderot, Voce "Enciclopedia" (10. Le arti meccaniche) - Trad. di Paolo
Casini - Ed. Laterza - Bari, 1964.
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