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"Strumenti musicali meccanici
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Quando disse “considero mio dovere principale costringere gli esecutori
a suonare quello che sta scritto nella musica”, Mahler era al culmine
della sua carriera di interprete.
In effetti, su mille strumentisti, non se ne trova forse nemmeno uno che
ha la volontà e la capacità di intendere e suonare veramente quello che
è scritto nella musica. Si suona rapido o lento, si eseguono note brevi o
lunghe, forte
o piano,
per non dire addirittura acuto o grave, quasi solo in rapporto alla
comodità di realizzazione sullo strumento. Unicamente per questo motivo
sarebbe auspicabile la produzione meccanica dei suoni e la loro definitiva
fissazione in relazione all’altezza,alla durata, e al loro rapporto con
la scansione del tempo. Il pensiero reale difatti, il pensiero musicale,
ciò che è immutabile, è stabilito nel rapporto delle altezze con la
scansione temporale.
Tutto il resto invece, la dinamica, l’agogica, la sonorità e ciò che
ne deriva (carattere, chiarezza, efficacia e così via) è propriamente
solo un mezzo dell’interpretazione, serve a rendere comprensibile il
pensiero, e ammette delle modifiche
."
Arnold Schoenberg, “Strumenti musicali meccanici” – in “Analisi e
pratica musicale” – Scritti 1909-1950,
a cura di Ivan Vojtèc. Ed. Einaudi, 1974 – Traduzione di Giacomo
Manzoni
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