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. . " "Sono curioso delle impressioni sincere e lealmente
provate assai più che della critica, perché questa troppo spesso
somiglia a variazioni brillanti sul tema: "Lei si è sbagliato
perché non ha fatto come me", oppure: "Lei ha del talento, io
non ne ho: non possiamo continuare così" ... Io cerco di
vedere, attraverso le opere, i molteplici movimenti che le hanno
fatte nascere e la vita interiore che esse contengono; tutto ciò non è
forse più interessante di quel gioco che consiste nello smontarle come
strani orologi? Gli uomini non ricordano che, da bambini, era proibito
loro sventrare i bambolotti... (questo è già un crimine di leso
mistero): essi continuano a voler ficcare il loro estetico naso dove non
c'è n'è bisogno. Anche se hanno smesso di bucare bambolotti,
cionondimeno spiegano, smontano e freddamente uccidono il mistero: è
più comodo, e può servire a chiacchierare." . . .
Claude Debusy, "Il Signor Croche antidilettante", a cura di
Valerio Magrelli. Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1986.
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