SITOSTUDIO                                           Cerca nel  SITOSTUDIO

.

 


 

 

 

 

 

 


 

 

.

[Home] [2011-12] [2010-11] [2009-10bis] [2009-10] [2008-09] [2007-08] [2006-07] [2005-06bis] [2005-06] [2004-05] [2003-04] [2002-03] [2001-02] [2000-01
[Ascolti] [Archivio[Allievi Attivi] [Richieste didattica] [Lavoro] [Recenti pubblicazioni] [Links] [Cerca] [WebSearch] [Indice0910bis] [No frame] [Frame]
[Main Home] [Main site] [
Area Produzione] [Area Pubblicistica] [New SitoStudioForum] [Pubblicazioni_ol] [Blog] [VMBlog] [Aree riservate]

.

           
         
 

 

Su
°
Insegnamento
A.A. 2009-2010bis
°
Guests
°
Sezione Riservata
Login
°

 

 

           

  AreaConservatorio

 
    

 

MAIN PAGE

    

 

INFORMATICA MUSICALE
VIDEOSCRITTURA MUS.

 

 

   SITOSTUDIO 

,   

... "Strumenti musicali meccanici - Quando disse “considero mio dovere principale costringere gli esecutori a suonare quello che sta scritto nella musica”, Mahler era al culmine della sua carriera di interprete. In effetti, su mille strumentisti, non se ne trova forse nemmeno uno che ha la volontà e la capacità di intendere e suonare veramente quello che è scritto nella musica. Si suona rapido o lento, si eseguono note brevi o lunghe, forte o piano, per non dire addirittura acuto o grave, quasi solo in rapporto alla comodità di realizzazione sullo strumento. Unicamente per questo motivo sarebbe auspicabile la produzione meccanica dei suoni e la loro definitiva fissazione in relazione all’altezza, alla durata, e al loro rapporto con la scansione del tempo. Il pensiero reale difatti, il pensiero musicale, ciò che è immutabile, è stabilito nel rapporto delle altezze con la scansione temporale. Tutto il resto invece, la dinamica, l’agogica, la sonorità e ciò che ne deriva (carattere, chiarezza, efficacia e così via) è propriamente solo un mezzo dell’interpretazione, serve a rendere comprensibile il pensiero, e ammette delle modifiche . Arnold Schoenberg, “Strumenti musicali meccanici” – in “Analisi e pratica musicale” – Scritti 1909-1950, a cura di Ivan Vojtèc. Ed. Einaudi, 1974 – Traduzione di Giacomo Manzoni
Quando disse “considero mio dovere principale costringere gli esecutori a suonare quello che sta scritto nella musica”, Mahler era al culmine della sua carriera di interprete.
In effetti, su mille strumentisti, non se ne trova forse nemmeno uno che ha la volontà e la capacità di intendere e suonare veramente quello che è scritto nella musica. Si suona rapido o lento, si eseguono note brevi o lunghe,  forte o piano,  per non dire addirittura acuto o grave, quasi solo in rapporto alla comodità di realizzazione sullo strumento. Unicamente per questo motivo sarebbe auspicabile la produzione meccanica dei suoni e la loro definitiva fissazione in relazione all’altezza,alla durata, e al loro rapporto con la scansione del tempo. Il pensiero reale difatti, il pensiero musicale, ciò che è immutabile, è stabilito nel rapporto delle altezze con la scansione temporale.
Tutto il resto invece, la dinamica, l’agogica, la sonorità e ciò che ne deriva (carattere, chiarezza, efficacia e così via) è propriamente solo un mezzo dell’interpretazione, serve a rendere comprensibile il pensiero, e ammette delle modifiche ."

Arnold Schoenberg, “Strumenti musicali meccanici” – in “Analisi e pratica musicale” – Scritti 1909-1950,  a cura di Ivan Vojtèc. Ed. Einaudi, 1974 – Traduzione di Giacomo Manzoni

 

   STUDYINGSITE 

   

 

    

 

 

 

    

 

     

 


 

 

           

Conservatorio

 

Pubblicistica

 

 

SitoStudioForum

 
 

 

Atelier 

 

 

 

 Produzione

 

 

Sperimentazione

 

  Aule Virtuali

     

 

.   


    
. .

 


Sito
Studio © By Prof. M° Andrea Verrengia © StudyingSite

    

 

.