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. . . "Signore, non amo gli specialisti. Per me specializzarsi significa restringere il proprio universo, assomigliare a quei vecchi cavalli che anticamente facevano girare la manovella delle giostre e che morivano al suono ben noto della Marche Lorraine ! Ciononostante conosco tutta la musica, e non ne ho ricavato che lo speciale orgoglio d'essere premunito contro qualsiasi genere di sorpresa... Due battute mi rivelano la chiave di una sinfonia o di qualsiasi altro aneddoto musicale. Guardi ! Se presso qualche grand'uomo si può constatare un "ostinato rigore" nel rinnovarsi, non avviene così presso molti altri, che ricominciano ostinatamente ciò che una volta era loro riuscito; la loro abilità mi è indifferente. Sono stati trattati come maestri ! Ma attenzione: può darsi che tutto questo sia soltanto un modo educato per sbarazzarsene o per giustificare pratiche affini. " . . . C. A. Debussy, "Il Signor Croche antidilettante", a c. di Valerio Magrelli. Studio Tesi, Pordenone, 1986.
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