SITOSTUDIO 

Cerca nel  SITOSTUDIO

 


 

 

 

 

 

 


 

 

.

[Home] [2011-12] [2010-11] [2009-10bis] [2009-10] [2008-09] [2007-08] [2006-07] [2005-06bis] [2005-06] [2004-05] [2003-04] [2002-03] [2001-02] [2000-01
[Ascolti] [Archivio] [Allievi Attivi] [Richieste didattica]
[Richieste PW] [Lavoro] [Recenti pubblicazioni] [LINKS] [Cerca] [WebSearch] [Indice_Gen] [No frame
[Main Home] [Main site] [
Area Produzione] [Area Pubblicistica] [SitoStudioForum] [Pubblicazioni_ol] [Score Exchange] [Blog] [VMBlog] [Aree riservate] [Frame]

.

           
         
 

            

  AreaConservatorio

    

 

MAIN PAGE

    

 

      L I N K S            

 

 

   SITOSTUDIO  

   

,   

. . . " "Sembra che i Signori non siano molto soddisfatti?"  "Già - rispondemmo - non troviamo quasi niente, qui nessuno vuol cantare".  "Non si preoccupino - disse il signore che come più tardi si seppe, era un ex deputato. - Io conosco bene i miei compaesani; troverò tanti cantori che vi stancherete di sentirli". E infatti egli organizzò una vera assemblea popolare nella sala da ballo della scuola, facendo venire anche due musicisti dal villaggio vicino : ci fu persino il ballo. E che ballo! La stessa musica era sbalorditiva nel senso più stretto della parola. Uno dei musicisti suonava lo strumento detto zurna (una specie di oboe dal suono molto stridente), l'altro, il grosso tamburo chiamato davul, legato al suo corpo. Egli picchiava il tamburo in modo così diabolicamente selvaggio e per giunta con un pezzo di legno, di modo che non si sapeva se alla fine si sarebbe spaccato prima il suo tamburo o il mio timpano. Perfino le fiammelle delle tre pacifiche e sonnecchianti lampade a petrolio salivano,  impaurite, in alto, ad ogni colpo di tamburo! E la danza ..." . . . "Ma per la verità avevo ben da vergognarmi del mio povero, miserabile fonografo : scene simili non si potrebbero registrare neanche con il migliore grammofono che esista : non si dovrebbe tentarlo che con il film sonoro!" .  .  .  Béla Bartók, "Una raccolta di canti popolari in Turchia",  in "Béla Bartók, scritti sulla musica popolare" a cura di Diego Carpitella. Ed. Boringhieri,  Torino, 1977.

. . . " "Sembra che i Signori non siano molto soddisfatti?"  "Già - rispondemmo - non troviamo quasi niente, qui nessuno vuol cantare".  "Non si preoccupino - disse il signore che come più tardi si seppe, era un ex deputato. - Io conosco bene i miei compaesani; troverò tanti cantori che vi stancherete di sentirli". E infatti egli organizzò una vera assemblea popolare nella sala da ballo della scuola, facendo venire anche due musicisti dal villaggio vicino : ci fu persino il ballo. E che ballo! La stessa musica era sbalorditiva nel senso più stretto della parola. Uno dei musicisti suonava lo strumento detto zurna (una specie di oboe dal suono molto stridente), l'altro, il grosso tamburo chiamato davul, legato al suo corpo. Egli picchiava il tamburo in modo così diabolicamente selvaggio e per giunta con un pezzo di legno, di modo che non si sapeva se alla fine si sarebbe spaccato prima il suo tamburo o il mio timpano. Perfino le fiammelle delle tre pacifiche e sonnecchianti lampade a petrolio salivano,  impaurite, in alto, ad ogni colpo di tamburo! E la danza ..." . . . "Ma per la verità avevo ben da vergognarmi del mio povero, miserabile fonografo : scene simili non si potrebbero registrare neanche con il migliore grammofono che esista : non si dovrebbe tentarlo che con il film sonoro!" .  .  .

Béla Bartók, "Una raccolta di canti popolari in Turchia",  in "Béla Bartók, scritti sulla musica popolare" a cura di Diego Carpitella. Ed. Boringhieri,  Torino, 1977.

 

   STuDYINGSItE 

   

 

    

 

 

 

    

 

      

 

 

 

           

Conservatorio

 

Pubblicistica

 

 

SitoStudioForum

 
 

 

Atelier 

 

 

 

 Produzione

 

 

Sperimentazione

 

Aule Virtuali

     

   

.   

    
. .

 
 
.

SitoStudio © By Prof. M° Andrea Verrengia © StudyingSite

   

 

 

.