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Biennale Musica '93
Con Luigi Nono :
Spacio immenso
e infiniti mondi
il
festival del giugno scorso ha proposto, com'è noto, un omaggio alla memoria
del compositore veneziano, intessendo una fitta rete di relazioni tra la sua
musica e quella di alcuni maestri della scuola storica novecentesca.
di ANDREA VERRENGIA
"Con
Luigi Nono”: già dal titolo l'edizione '93 della Biennale Musica rendeva
espliciti i suoi intenti: l'efficace immediatezza dell'immagine affettuosamente
intima che il titolo evoca, riflette bene la sensibilissima coerenza che ne ha
informato la concezione, il taglio. Con ritmo serrato (tre appuntamenti fissi
giornalieri come minimo, per dieci giorni consecutivi - dall'11 al 20 giugno
1993 -, con dieci concerti sinfonici, dodici da camera, tavole rotonde e
convegni, due spettacoli di teatro musicale realizzati per teatro di marionette
e, inoltre, la proiezione di due -rnusicalissimi- films: 0ffret/Sacrificatio di
A.Tarkovskij e L'Equator des possibles, ispirat a Fragmente-stille an Diotima di
Nono di E.Politi), il programma della prestigiosa manifestazione veneziana ha
presentato un panorama significativo dell'arte musicale contemporanca, in un
clima fibrillante di armoniose differenze e, per il quale, la definizione
analitica di Giordano Bruno. così importante per Nono, mi è sembrata perfetta:
"Spacio immenso e infiniti mondi". Qui, infatti, la musica di Nono è
stata, sì, punto di riferimento costante, ma in una forma assolutamente
originale, in quanto le sue opere sono state scelte e proposte all'ascolto
considerandole come veri e propri nuclei
di energia musicale, dotati di forza (trans)magnetica e intorno cui far
orbitare, errare incessante di contiguità possibili, le musiche di diversi
altri autori. scelte per la loro capacità di relazionarsi sinergicamente con
l'opera di Nono. E' con spirito pungentemente creativo. credo, che questa
Biennale ha concepito i suoi concerti, ipotizzando, per ciascuno di essi, una
sorta di "ragione superiore", la quale è rivelata appieno soltanto
nel, misteriosamente concreto, inveramento acustico-temporale: concerti intesi
quasi come---psico-drammi---. Così è per l'affascinante accostamento Despréz/Nono:
il grande compositore franco-fiammingo - riferimento non retorico ad un passato
remoto reso così straordinariamente vicino - risplende come astro e illumina il
festival: gigantesco frammento solare della nostra memoria musicale: testimone
mitico di quella verità paradossale secondo cui l'artista più moderno è
sempre il più antico. Così Nono:
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Emozione
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(movimento attivo genetico)
▼
▼
▼
Memoria Percezione
Intelletto
▲______ _______▲
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Ieri
| 0ggi |
Domani
▲__________________ ▲
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Così il curatore del settore musica della
Biennale Mario Messinis:
“Al
di lá delle certezze acquisite abbiamo cercato di creare un dialogo con la
musica di questo grande compositore. suscitando nuove ipotesi critiche negli
accostamenti con altri autori”. Ci limitiamo qui a
riportare soltanto alcuni di questi interessantissimi accostamenti tra i
compositori presenti al festival, estrapolandoli da un cartellone concepito più
come una vera e propria elencazione di “Dramatis personae”: fermo restando
quanto detto per il binomio Despréz/Nono citiamo: il parallelismo -
naturalmente non "convergente" - Clementi/Nono (di cui racconteremo
l'esito straordinario), e ancora Varèse/Nono/Schoenberg; Nono/Schoenberg;
Nono/Sciarrino/Webern/Lachenmann; Nono/Cage: Nono/Kurtag ;... e, come se non
bastasse l'importanza degli accostamenti in sé, si è percepita nettamente
l'impressione che i concerti fossero stati ideati quasi con la certezza metafisica che lo spazio acustico
memorizzasse, via via, le composizioni eseguite: certezza a cui Nono, in forza
del suo "laicismo religioso" (perché non pensiamo al binomio
Nono/Pasolini!?), con molta probabilità avrebbe “creduto". E' per questo
che abbiamo parlato di sensibilissima coerenza a proposito di questa Biennale:
Un tentativo riuscitissimo di enucleare quanto di più interessante ed
importante per la musica ha dato il percorso creativo di Luigi Nono. Riferiamo
ora dell'esecuzione parallela di Caminantes Ayacucho di Nono e della Musica per
Eco e Narciso-Interludi di Aldo Clementi perché in questo concerto si è
palesata con vigore l'efficace concezione del festival: ivi si è concretizzata
di fatto un rendez-vous, tanto inaspettato quanto straordinario fra due mondi
sonori che nonostante la loro profonda diversità oso dire “biologica”,
hanno rivelato una complementarietà straordinaria : emozioni dell'intelletto
che, probabilmente, solo le profonde differenze consentono di cogliere. Questo
concerto, infatti. non è stato un concerto di musiche, ma, bensì. un concerto
di concezioni filosofico-musicali, ed è questo il terreno su cui è avvenuto il
rendez-vous tra i due compositori. “Con Luigi Nono” : omaggio affettuoso
che, ben lungi dall'essersi concretizzato in mero atto celebrativo nei confronti
del compositore veneziano cui, peraltro, era insopportabile il benché minimo
formalismo, è stato sviluppato nel senso di quella “mentalità moderna"
così evidente in Nono e, di cui, lo stesso compositore parlò, in una
disquisizione intorno al concetto di “narrazione”: - “Oggi –
sostenne Nono – la narrazione prende corpo da più punti e, quindi, va
salvaguardata “l’autonomia delle specificazioni rispetto all’unitarietà”.
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