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. . " Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te
lo ripeto, anzi te lo grido: o questo, o quello, aut-aut! L'importanza
dell'argomento giustifica l'uso delle parole. Vi sono circostanze
in cui sarebbe ridicolo e quasi pazzesco voler porre un aut-aut; ma vi
sono anche persone la cui anima è troppo dissoluta per cogliere il
significato di questo dilemma, alla cui personalità manca l'energia per
poter dire con pathos: o questo, o quello. Queste parole hanno sempre
fatto su me una profonda impressione, e ancora la fanno, specialmente
quando le pronuncio così, semplici e nude; in esse esiste una
possibilità di mettere in moto i contrasti più tremendi. Su di me han
l'effetto di una formula di scongiuro, e l'animo mio sprofonda nella
serietà, restandone a volte quasi sconvolto. ". . .
Sören Kierkgaard, " Aut-Aut - Estetica ed etica nella
formazione della personalità" a cura di R. Cantoni e K.M.
Guldbrandsen - Mondatori
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